Enti Pubblici e Politica Sindacale 

Galliera, scatta lo stato di agitazione: sindacati all’attacco su organici, pronto soccorso e futuro dell’ospedale

Funzione pubblica Cgil e Uil Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dell’ospedale e chiesto al prefetto l’apertura immediata della procedura di raffreddamento e conciliazione. Al centro della protesta ci sono carenze di organico, carichi di lavoro giudicati insostenibili e forte preoccupazione per la riorganizzazione

Lo stato di agitazione del personale dell’Ente ospedaliero Ospedali Galliera è stato proclamato da Funzione pubblica Cgil e Uil Fpl, che hanno inviato al prefetto una richiesta formale di attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste per i servizi pubblici essenziali. La mobilitazione riguarda sia il comparto Sanità sia la dirigenza medica e arriva, spiegano le organizzazioni sindacali, dopo ripetute segnalazioni rimaste senza soluzioni concrete.

Secondo i sindacati, alla base della protesta c’è anzitutto una carenza di personale che da tempo starebbe producendo un aumento continuo dei carichi di lavoro, dei turni e delle responsabilità. Un quadro che, nella lettura di Funzione pubblica Cgil e Uil Fpl, avrebbe ricadute pesanti sulla salute dei lavoratori, sulla sicurezza e sulla qualità complessiva dell’ambiente lavorativo. Tra i punti più critici viene indicata la situazione del pronto soccorso, dove il personale sarebbe costretto ogni giorno a lavorare in condizioni estremamente difficili, con un numero molto elevato di barelle in stazionamento e con effetti definiti non più sostenibili dal punto di vista professionale e psicofisico.

Nella lettera inviata alla Prefettura le due sigle parlano anche di un diffuso clima di disorientamento tra i lavoratori, alle prese con un contesto organizzativo ritenuto incerto e imprevedibile. A pesare, secondo il documento, sarebbero anche le conseguenze lasciate dagli anni dell’emergenza pandemica, quando la struttura fu individuata come hub Covid e dovette affrontare accorpamenti, chiusure e trasferimenti di infermieri e operatori socio-sanitari. Per i sindacati quella fase avrebbe aggravato in modo significativo le condizioni di lavoro e prodotto anche effetti economici negativi, con una contrazione del salario accessorio e con una produttività collettiva per il 2022 indicata in appena 150 euro.

Le organizzazioni sindacali puntano poi il dito contro fondi contrattuali ritenuti tra i più bassi dell’area metropolitana, una condizione che, sempre secondo la loro denuncia, impedirebbe di riconoscere in modo adeguato istituti economici fondamentali come produttività, prestazioni aggiuntive e differenziali economici di professionalità. A questo si aggiungono le preoccupazioni per il futuro occupazionale del personale amministrativo e per gli effetti della riorganizzazione in corso, giudicata poco chiara e incapace di offrire garanzie sul destino professionale ed economico di migliaia di lavoratori.

Un passaggio particolarmente duro riguarda il Centro trasfusionale. Nella ricostruzione di Funzione pubblica Cgil e Uil Fpl, la cessione di attività e personale rappresenterebbe l’inizio di un progressivo svuotamento dell’ente a vantaggio della nascente Azienda ospedaliera metropolitana. I sindacati contestano in particolare l’ipotesi di impiegare personale del Galliera presso la nuova realtà attraverso istituti contrattuali come il servizio fuori sede, ritenendo questa soluzione impraticabile e destinata ad aumentare disagio, malcontento e criticità sul piano della sicurezza e della qualità del servizio.

Nel documento viene infine denunciato anche lo stallo della contrattazione integrativa, che sarebbe bloccata proprio dall’incertezza legata alla riforma in corso, insieme all’assenza di un confronto strutturato tra azienda, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori. Per questo i sindacati chiedono una convocazione urgente in Prefettura, con l’obiettivo di aprire un confronto che porti a risposte concrete. In caso contrario, avvertono, non sono escluse ulteriori iniziative di mobilitazione.

A firmare la proclamazione dello stato di agitazione sono Luca Infantino per Cgil Funzione pubblica e Marco Vannucci per Uil Fpl Genova.


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